La montagna magica
Il giorno dopo il Sing Sing festival la persona che gestisce la guest House in cui dormiamo Pym Memendi, su nostra richiesta ci organizza due giorni fuori da Mount Hagen.
Pym è un boss locale, ha costruito come prima attività il Magic Mountain Lodge a 30 chilometri da Mount Hagen ai piedi del monte. Lui è nato lì, ma ha lavorato per il governo prima di aprire queste attività. Si vede che è un uomo pragmatico e business oriented. Soprattutto per queste zone in cui i pochi che hanno spirito di iniziativa e si danno da fare riescono a emergere. Del problema del lavoro in Papua ne abbiamo parlato, Pym con le sue attività da lavoro a più di 30 persone.
Dopo il Magic Montain Lodge ha costruito in Mount Hagen il Travellers Hut. Così riesce a far fare la spola ai turisti tra le sue due attività offrendo diverse attività e opportunità.
Non appena partiamo c’è già un contrattempo. Uno dei suoi driver ha la macchina in panne con un gruppo di turisti taiwanesi. Così prima di andare verso la montagna magica, dobbiamo fare questa operazione di soccorso.
Sistemato l’inconveniente dopo un’ora di macchina arriviamo al Magic Montain Lodge.

Ci accoglie John che ci porterà nei villaggi vicini per il resto della giornata. John è un signore simpatico, vestito elegante con una camicia bianca è un paio di pantaloni scuri. Indossa una cuffia dai colori della bandiera papuana rosso, giallo e nero e quando sorride fa vedere tutti e sei i suoi denti :).

Iniziamo a vedere alcune dei case tradizionali di questa zone. La gente vive principalmente di auto-sussistenza grazie all’agricoltura. Coltivazioni e allevamento basico.

Patate dolci e tradizionali, broccoli, cavolfiori, carote e altri tipi di insalata. Quasi ogni casa ha anche un maiale.
Facciamo il giro di molte abitazioni e incontriamo la popolazione del posto.

Ci dicono ingenuamente e bonariamente che in questa zona arrivano moltissimi turisti. Quasi duecento in un anno :). Smile.
In alcune di queste oltre al maiale vi è anche un animale che vive principalmente in Papua: il casuario. È l’animale nazionale, presente anche su alcune monete.
Lo usano principalmente per le uova. Ma lo mangiano anche.
È un animale molto bello, un mix tra uno struzzo e un pavone. Un pavonstruzzo. Ha un altezza di circa un metro, un metro e venti. La testa blu con striature variopinte, delle piume nere su tutto il corpo e due gambe lunghe con un artiglio molto pericoloso. Ci raccontano che con un colpo ben assestato può anche uccider un uomo.

A ogni casa che visitiamo il corteo che ci segue aumenta continuamente. Tutti ci vogliono stringere la mano. Ci vogliono conoscere. La processione aumenta.
Terminato il giro John ci dice di riposarci dieci minuti in un prato. I dieci minuti si trasformano in due ore perché inizia uno scambio culturale musicale Papua-Italia. Sicuramente vince la Papua. Le nostre prestazioni canore sono pessime.
Si crea un folto gruppo di bambini e adulti che cantano.

Prima l’inno nazionale della Papua, al quale noi rispondiamo con l’inno di Mameli.
Poi con l’inno della provincia delle Western Highlands. Noi sfoggiamo Fra Martino, ci son due coccodrilli e Gli anni degli 883. Chiudiamo con Alla fiera dell’est di Branduardi facendo figure barbine, ma la gente ride ed è contenta.
Alla fine John ci dice che la gente si aspettava una mancia. I bambini erano felici, ma gli adulti si aspettava una mancia. È stato un momento di condivisione. C’erano più di 30 persone come si poteva lasciare una mancia senza creare disuguaglianze? Una delle prime regole che mi hanno insegnato viaggiatori più esperti di me è quella di non dare soldi in situazioni come queste che possono creare malumori tra la gente stessa. Inoltre si inculca la cattiva abitudine e idea in alcuni di loro che possono aspettare l’arrivo dei turisti senza la necessità di lavorare o studiare. È stato un bel momento di condivisione, e anche se qualcuno di loro ci è rimasto male per non aver ricevuto una mancia, nella maggior parte di loro, nei loro volti si vedeva la felicità di aver incontrato gente così diversa e che vive così lontano da qui. Come sui nostri volti di rimbalzo.

Alla sera a cena nel Lodge troviamo un gruppo di americani che con la guida Beth stanno girando la Papua. Sono stati, prima di venire qui, nella zona del Sepik e la loro guida era Albert Lumut, la nostra guida!
Ce ne parlano bene e ci rassicurano. Molti moschitos ma con i repellenti è ok. Alla fine è comunque la stagione secca.
Chiacchieriamo di viaggi fino alle 21.30 quando spengono le luci. Domani mattina sveglia alle 6. Andremo a fare un trekking sul monte Hagen.
Good night!
Pym è un boss locale, ha costruito come prima attività il Magic Mountain Lodge a 30 chilometri da Mount Hagen ai piedi del monte. Lui è nato lì, ma ha lavorato per il governo prima di aprire queste attività. Si vede che è un uomo pragmatico e business oriented. Soprattutto per queste zone in cui i pochi che hanno spirito di iniziativa e si danno da fare riescono a emergere. Del problema del lavoro in Papua ne abbiamo parlato, Pym con le sue attività da lavoro a più di 30 persone.
Dopo il Magic Montain Lodge ha costruito in Mount Hagen il Travellers Hut. Così riesce a far fare la spola ai turisti tra le sue due attività offrendo diverse attività e opportunità.
Non appena partiamo c’è già un contrattempo. Uno dei suoi driver ha la macchina in panne con un gruppo di turisti taiwanesi. Così prima di andare verso la montagna magica, dobbiamo fare questa operazione di soccorso.
Sistemato l’inconveniente dopo un’ora di macchina arriviamo al Magic Montain Lodge.


Iniziamo a vedere alcune dei case tradizionali di questa zone. La gente vive principalmente di auto-sussistenza grazie all’agricoltura. Coltivazioni e allevamento basico.

Patate dolci e tradizionali, broccoli, cavolfiori, carote e altri tipi di insalata. Quasi ogni casa ha anche un maiale.
Facciamo il giro di molte abitazioni e incontriamo la popolazione del posto.

Ci dicono ingenuamente e bonariamente che in questa zona arrivano moltissimi turisti. Quasi duecento in un anno :). Smile.
In alcune di queste oltre al maiale vi è anche un animale che vive principalmente in Papua: il casuario. È l’animale nazionale, presente anche su alcune monete.
Lo usano principalmente per le uova. Ma lo mangiano anche.
È un animale molto bello, un mix tra uno struzzo e un pavone. Un pavonstruzzo. Ha un altezza di circa un metro, un metro e venti. La testa blu con striature variopinte, delle piume nere su tutto il corpo e due gambe lunghe con un artiglio molto pericoloso. Ci raccontano che con un colpo ben assestato può anche uccider un uomo.

A ogni casa che visitiamo il corteo che ci segue aumenta continuamente. Tutti ci vogliono stringere la mano. Ci vogliono conoscere. La processione aumenta.
Terminato il giro John ci dice di riposarci dieci minuti in un prato. I dieci minuti si trasformano in due ore perché inizia uno scambio culturale musicale Papua-Italia. Sicuramente vince la Papua. Le nostre prestazioni canore sono pessime.
Si crea un folto gruppo di bambini e adulti che cantano.

Prima l’inno nazionale della Papua, al quale noi rispondiamo con l’inno di Mameli.
Poi con l’inno della provincia delle Western Highlands. Noi sfoggiamo Fra Martino, ci son due coccodrilli e Gli anni degli 883. Chiudiamo con Alla fiera dell’est di Branduardi facendo figure barbine, ma la gente ride ed è contenta.
Alla fine John ci dice che la gente si aspettava una mancia. I bambini erano felici, ma gli adulti si aspettava una mancia. È stato un momento di condivisione. C’erano più di 30 persone come si poteva lasciare una mancia senza creare disuguaglianze? Una delle prime regole che mi hanno insegnato viaggiatori più esperti di me è quella di non dare soldi in situazioni come queste che possono creare malumori tra la gente stessa. Inoltre si inculca la cattiva abitudine e idea in alcuni di loro che possono aspettare l’arrivo dei turisti senza la necessità di lavorare o studiare. È stato un bel momento di condivisione, e anche se qualcuno di loro ci è rimasto male per non aver ricevuto una mancia, nella maggior parte di loro, nei loro volti si vedeva la felicità di aver incontrato gente così diversa e che vive così lontano da qui. Come sui nostri volti di rimbalzo.

Alla sera a cena nel Lodge troviamo un gruppo di americani che con la guida Beth stanno girando la Papua. Sono stati, prima di venire qui, nella zona del Sepik e la loro guida era Albert Lumut, la nostra guida!
Ce ne parlano bene e ci rassicurano. Molti moschitos ma con i repellenti è ok. Alla fine è comunque la stagione secca.
Chiacchieriamo di viaggi fino alle 21.30 quando spengono le luci. Domani mattina sveglia alle 6. Andremo a fare un trekking sul monte Hagen.
Good night!







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