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Visualizzazione dei post da settembre, 2018

Pecorelle di mare

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Scritto da Angel É il terzo giorno nell'area del Sepik, oggi ci aspettano gli uccelli del paradiso e tante, tantissime, ore di navigazione sul fiume. L'uccello del paradiso si puó vedere in pochissimi posti bel mondo, la sua peculiaritá é che nessuna sa dove deponga le uova e dove sia il suo nido.  Mi piace pensare che sia questo il motivo per cui é chiamato uccello del paradiso, cioé perché non avendo mai trovato nido e uova, si pensi che arrivi direttamente dal paradiso. Sveglia all'alba e via verso la foresta dove abbiamo ottime possibilità di avvistare questo meraviglioso uccello. Ed infatti dopo solo circa 20 minuti di camminata lo avvistiamo: sgargiante nei suoi colori, pomposo muovendo la sua coda rigogliosa e lussureggiante, eccolo lí che canta dall'alto dei rami di un altissimo albero, irraggiungibile se non dagli obiettivi delle macchine fotografiche. É la prima volta che faccio birdwatching e ammetto di non esserne un fan: non ho l'at...

Loro non mordono, loro uccidono

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Dopo la notte insonne siamo tutti un po’ provati.  Ci laviamo alla bell'e e meglio con dell’acqua che ci sporca ancora di più di quanto già lo fossimo e con una Daggat canoe , una barchetta allungata costruita con un unico tronco di legno e ricoperta esternamente di fibra di vetro, ci dirigiamo in direzione Wagu, verso l'alto Sepik.  A Wagu c’è un lago ma in questa stagione di secca, buona parte è costituita da fango. Il sole del Sepik non perdona, ci hanno detto. E in effetti tra il sole e il riflesso sul manto dell'acqua le nostre facce si cuociono come un tomino sulla griglia. Il sole scotta. Il sole brucia. Il sole del Sepik non perdona, ci hanno detto. Lo scenario è molto wild . Qualche piccola barchetta di pescatori. Questo grande fascio d’acqua che si spinge sempre più in là e un cuscinetto di vegetazione che intervalla il cielo.   Alcuni aironi camminano sull’acqua, dove lo strato di fango è molto alto. Il fiume Sepik è pieno di co...

Sulle rive del Sepik

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Il Sepik è il fiume più lungo e più importante della Papua. Taglia praticamente tutta la parte settentrionale dividendosi in alto, medio e basso Sepik. Attorno a questo fiume vivono molte tribù e si sono creati molti villaggi grazie alla possibilità di rifocillarsi con il pesce pescato. Dopo l’arrivo all’aeroporto di Wewak ci dirigiamo verso la cittadina di Pagwi, punto di partenza per tutti i trip lungo l’alto e medio Sepik. L’altra cittadina che fa da focal point è Angoram, nel basso Sepik. Il nostro contatto Albert Lumut però ci dice che ad Angoram lui non ci può portare perché è pericoloso. Da quello che capiamo ognuno ha la sua zona, con i suoi villaggi conosciuti. Un’altra guida che avevamo contattato, Joseph Kone, invece ci aveva proposto un trip nell’alto Sepik. Albert invece ci porterà solo un po’ nell’alto,   ma principalmente nel medio Sepik. Albert Lumut, il nostro contatto ci affida a Douglas perché lui porterà in tour il gruppo di Avventure nel Mond...

A cena coi cannibali

Scritto da Angelo A cena, al Magic Mountain Lodge di Pym, incontriamo un gruppo di turisti americani che viaggia con la guida Beth e che, ovviamente, sono stati al Mount Hagen Festival. Michael è un americano di San Francisco, seduto di fianco a me. Come spesso avviene in viaggio tra turisti, iniziamo a chiacchierare del viaggio in Papua Nuova Guinea: dove siete stati, dove andrete, e così via. Ma è la risposta alla domanda "Dove sei stato prima di venire qui?" a lasciarmi a bocca aperta: "Sono stato 12 giorni nella Papua Indonesiana a studiare l'ultima tribù cannibale". Mi risveglio all'improvviso: "I Korowai?" . "Si, proprio loro, li conosci?". Gli spiego che siamo affascinati - e un pochino spaventati :) - dall'argomento e ci siamo informati molto. Lo tempesto di domande, curioso di come fosse riuscito ad organizzare una cosa del genere, tanto quanto dello stile di vita attuale dei Korowai. Mi spiega che esistono...

Scalata verso il cielo

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Scritto da Lino La giornata inizia con classica sveglia alle 6 e mezza e colazione. Alle 7 siamo pronti per iniziare la salita al monte Hagen. Incontriamo i nostri amici che ci accompagnano: ci sono alcuni dipendenti del Mountain Lodge e altri ragazzi conosciuti in loco il giorno prima giù nel piccolo villaggetto di 500 persone. Tra questi c'è Enry di 13 anni, minuto con Converse ai piedi, pantaloni lunghi e t-shirt gialla. Spicca il suo bel sorriso e la sua vivacità. Non sono molti i turisti che vengono in zona, a detta loro siamo i primi italiani che conoscono. Iniziamo la salita, la notte prima è piovuto come spesso capita in zone di montagna. Il tempo è umido ma fresco. Il cielo è coperto quasi completamente dalle nuvole. Da apripista c'è un ragazzo giovane sulla ventina con un machete che ci fa strada tra le sterpaglie. La strada è pessima, viscida e piena di fango. A parte qualche tratto iniziale con visuale aperta sulle campagne ci...

La montagna magica

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Il giorno dopo il Sing Sing festival la persona che gestisce la guest House in cui dormiamo Pym Memendi, su nostra richiesta ci organizza due giorni fuori da Mount Hagen. Pym è un boss locale, ha costruito come prima attività il Magic Mountain Lodge a 30 chilometri da Mount Hagen ai piedi del monte. Lui è nato lì, ma ha lavorato per il governo prima di aprire queste attività. Si vede che è un uomo pragmatico e business oriented. Soprattutto per queste zone in cui i pochi che hanno spirito di iniziativa e si danno da fare riescono a emergere. Del problema del lavoro in Papua ne abbiamo parlato, Pym con le sue attività da lavoro a più di 30 persone. Dopo il Magic Montain Lodge ha costruito in Mount Hagen il Travellers Hut. Così riesce a far fare la spola ai turisti tra le sue due attività offrendo diverse attività e opportunità. Non appena partiamo c’è già un contrattempo. Uno dei suoi driver ha la macchina in panne con un gruppo di turisti taiwanesi. Così prima di andare verso la mon...

Il Boss di Mount Hagen

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Il Boss di Mount Hagen Scritto da Lino La mattinata parte dopo la classica colazione paupuana con banane ananas maracuja per frutta e pane tostato con burro e marmellata per dolce. Da bere il solito e immancabile caffè o the. Pym dopo i suoi svariati giri in jeep dalle quattro di mattina rientra al traveller's hut verso le nove e mezza per portarci al mountain lodge per farci passare due giorni e la notte.  Esordisce con il suo fare autoritario chiedendoci keys e money - chiavi e soldi - del tour pattuito la sera prima di 1450 kina. Non di certo un ottimo buongiorno. Pym è lo stereotipo di una famiglia patriarcale dei nostri anni 50. Qui a Mount Hagen è di fatto un'autorità per sua moglie, Miss Pym, zittita davanti a noi per qualcosa detto fuori luogo, ma lo è anche per i suoi dipendenti. Nulla si muove, nessuno vuol prendere decisioni in sua assenza. Nemmeno se si tratta aiutarci a recuperare una semplice birra al supermarket. Nel trasporto verso il Magic Mountai...