L’attesa

L’attesa

È da gennaio che abbiamo organizzato questo viaggio. In uno dei posti più selvaggi del mondo. Ci stiamo andando. Siamo nella sala d’attesa dell’aeroporto Ninoy Aquino di Manila. Un po’ di tensione inizia a salire. I neon della sala d’attesa sfarfallano ticchettando come a scandire il tempo. Scrutiamo le facce, i visi. Iniziamo a vedere i primi tratti papuani. Ci sono alcune suore di colore. Poche facce occidentali. Due ragazzi giovani e una ragazza dai capelli rossi con dei grossi occhiali scuri.
Domani saremo a Port Moresby. Non usciremo dall’aeroporto. Port Moresby è una città pericolosa e non vogliamo prendere rischi inutili. Abbiamo un altro aereo che ci porterà a Mount Hagen. Dove potremo vedere il Sing Sing Festival. Un festival dove una parte delle circa seicento tribù della Papua Nuova Guinea si ritrova ogni anno per questo grande show. 

Ansia e paura non sono sensazioni negative. Hemingway nel suo racconto ‘La breve vita felice di Francis Macomber’ cita un proverbio somalo. Il proverbio dice più o meno così:’Un uomo coraggioso si fa spaventare tre volte da un leone; la prima quando vede le orme, la seconda quando lo sente ruggire e solo alla terza volta quando lo vede’. Il coraggio non è incoscienza. I rischi vanno evitati. Ansia e paura aiutano proprio in questo. 

L’attesa continua. Siamo sull’aereo e attendiamo la partenza. Il capitano però ci dice che hanno bloccato tutte le operations. Abbiamo già accumulato un’ora di ritardo. Abbiamo circa otto ore di margine sulla prossima tappa. Il volo interno da Port Moresby a Mount Hagen. L’attesa continua.

Dopo circa un’ora si parte. Si va in Papua!

To be continued...

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