Scheletri e carcerati
4.5 Scheletri e carcerati
Scritto da Angelo
Fra tutti i gruppi presenti allo show, ho avuto modo di approfondire la conoscenza di due tribu: gli homo-masali (big ghost men) e i narku (head-fire people).
Sono due tribu distinte, ma molto simili tra loro come abitudini e tradizioni: entrambe provengono da Bamugl, nella regione di Simbu, entrambe vivevano di caccia e raccolti, entrambe hanno due ben distinti percorsi di crescita per diventare uomo e diventare donna.
Gli homo-masali per cacciare, combattere e per le cerimonie devono diventare degli enormi fantasmi (big ghost, appunto), come?
Dipingono il loro corpo di nero e tracciano in bianco tutta la struttura ossea del corpo umano, più simili a degli scheletri, che a dei fantasmi per noi... sicuramente non
vorrei incontrarli al buio di notte :)
vorrei incontrarli al buio di notte :)
Dugat, non so se il nome é scritto correttamente, é un giovane cacciatore masali. Chiaccherando, gli chiedo perché si dipingono il corpo in questo modo, la risposta é semplice e concisa:
"Per millenni le tribu sono state in guerra, in questo modo spaventavamo i nemici"
Sensato, rispondo io.
I Narku, invece, dipingono il loro corpo sempre in bianco e nero, ma a strisce orizzontali, stile "carcerato", ma la loro grande particolarità è il modo in cui alcuni di loro si adornano il capo: realizzano un copricapo con una base d'argilla e sopra creano un vero e proprio braciere, accendendo un fuoco con legnetti secchi e fogliame.
Il loro nome infatti significa head-fire people, cioé popolo con il fuoco in testa. Proprio in senso letterale.
Seduto accanto a loro, parlo con Beechimba, una delle donne narku, mentre lei cucina insetti raccolti in mattinata.
All’improvviso, guardando una cavalletta appena messa nella brace, mi sovviene un pensiero ed esclamo:
"Così potete cucinare ovunque siate!".
In coro mi rispondono decisi: "Yes!!", felici che avessi intuito il punto di forza della loro tribú.
A volte la caccia, mi spiegano i Narku intorno a me, dura giorni e giorni ed è molto comodo poter cucinare ovunque, in fretta. Infatti, basta mettere un piccolo pezzettino di legno ogni tanto e la brace si ravviva: il copricapo che avevo davanti era acceso da oltre un anno, ma possono durare di più.
Sono simpatici ed é molto interessante parlare con loro, ma il tempo stringe ed io voglio conoscere meglio altre delle colorate tribu presenti al festival, quindi mi alzo e mi accingo a salutare, ma non prima di ricevere l'offerta di assaggiare un delizioso ragno appena cucinato sul braciere.
Lo guardo, invitante... ho già assaggiato insetti in passato, ma la vista delle zampette croccanti mi chiude lo stomaco.
"No, grazie" rispondo e tutti scoppiano in una fragorosa risata, per fortuna non si sono offesi :).



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